COSA E’ STATO PER L’ATLETICA VANNI LORIGA …

Vanni – scomparso ieri – è stato uno storico dell’atletica, un uomo di cultura classica e variegata ma soprattutto un grande giornalista di atletica. Dove con la sua memoria storica e conoscenza della materia dava dei punti a chiunque, in un’epoca in cui non bastava navigare nel web, ma bisognava reperire le notizie di prima mano. 

Nato il 2 marzo 1927 a Isili, nel triangolo fra Nuoro, Oristano e Sassari, Vanni aveva seguito il padre, militare di carriera, a Torino negli Anni Trenta dedicandosi a 15 anni all’attività atletica (soprattutto marciatore) che aveva proseguito come allenatore e insegnante presso la scuola militare di Educazione Fisica a Orvieto. Dopo tanti successi e avanzamenti di carriera, dopo aver contribuito alla formazione del CS Esercito, fu nel 1967 che lasciò le Forze Armate per dedicarsi a tempo pieno alla carriera di giornalista. In realtà aveva cominciato a occuparsi di Olimpiadi, che sarebbero state il suo “pane” fino a Sydney 2000.

Vanni Loriga era soprattutto la grande firma dell’atletica del Corriere dello Sport, eredità POI passata a Franco Fava. Per venticinque anni, fino al 1992, Loriga è stato caposervizio al quotidiano sportivo. Fra i tantissimi aneddoti di una carriera formidabile resta scolpita l’avventura all’Olimpiade di Monaco ’72 quando, dopo l’attentato palestinese, si ruppe una gamba nel tentativo di scavalcare la recinzione del Villaggio Olimpico, sorvegliato dalla polizia tedesca. Loriga, il decano dei giornalisti di atletica, non è andato mai in pensione. Dopo aver lasciato il Corriere dello Sport ha continuato con La Stampa, si è dedicato a una intensa attività storico-letteraria.

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