IL 13 AGOSTO DI QUEL RITORNO DA GENOVA …
La serata precedente era sta lunghissima, dopo la partita il ritorno all’Albergo Assarotti, dove ero rimasto giusto il tempo di una doccia, essendo arrivato attorno alle ore diciotto e alle diciannove e trenta erro già allo stadio di Genova.
In albergo ho continuato a scrivere, fino a notte fonda. C’era ancora molto da raccontare e le idee si moltiplicavano. Oltre al lavoro per il Corriere dello Sport, venne fuori anche una pagina “similcartacea” del mio SportViterbo con il titolone “Dignitosissima”, riferita alla prova della Viterbese, superata solo di misura dalla Sampdoriia, ma anche a tutto il resto, alle seguite pagelle dei Gialloblù.
La sveglia della mattina dopo – solo poche ore dopo, in realtà – arrivò sgradita a metà, perché la voglia di tornare indietro era tangibile. In ogni mio viaggio il desiderio di tornare è stato sempre quantomeno pari a quello di partire. Anche stavolta fu così.
Eppoi c’era anche in programma una giornata di mare in quel di Lavagna, per rilassarmi un po’ della tensione del giorno precedente, delle tante ore di viaggio, dell’attesa, della ricerca della wifi funzionante, dello scrivere fino alle tre di mattina. Nulla, però, che potesse sembrarmi un sacrificio, ma, di contro, una piacevole esperienza professionale che sicuramente non ripeterò più. Ricordo tutto con piacere, l’arrivederci alla reception dell’albergo, la messa in moto della Golf e giù in discesa, verso il Porto, cercando di vedere il più possibile di Genova, per quanto si possa vedere quando si è alla guida.
Eppoi l’ingresso al casello di quella strana autostrada che attraversava la città, passando su quel ponte che non conoscevo e che solo il giorno dopo mi divenne drammaticamente “familiare”, che crollò come in un film dell’orrore. Ripensare di esserci passato sopra il giorno prima, mi mette i brividi addosso, ancora oggi..
Arrivai a Lavagna e il giorno successivo scelti l’autostrada per la Toscana – a differenza del viaggio di andata – per poi imboccare la vecchia Aurelia. Un tredici dii agosto – del duemiladiciotto – decisamente poco ordinario.
