La storia del giornalismo. La nascita dei quotidiani sportivi
(ussi) Milano, rimasta inizialmente dietro a Torino e Roma per la pubblicazione di giornali sportivi, raddoppia subito il suo sforzo editoriale. Questa volta l’impresa spetta all’altro quotidiano storico della città, “Il Secolo” dell’editrice Sonzogno, che incarica Eliseo Rivera di fondare “Il ciclista, rivista settimanale popolare illustrata di velocipedismo”. Si parte il 4 luglio 1895, ma in meno di un anno si assiste ad una nuova rivoluzione. L’Editrice Sonzogno invita Eugenio Camillo Costamagna, fondatore a Torino de “La Tripletta”, a trasferirsi a Milano ed a fondere il proprio settimanale con “Il Ciclista”.
Il risultato è la nascita, il 3 aprile 1896, della “Gazzetta dello Sport”, primo giornale in Europa che tratta tutte le discipline sportive stampato inizialmente su carta verde e successivamente sulla storica carta rosa. La vita della “Gazzetta” cambia notevolmente nel 1898, quando Rivera viene arrestato dalla polizia umbertina come sovversivo e Costamagna chiama al suo fianco il romagnolo Morgagni, fautore delle numerose imprese organizzative sportive di inizio secolo promosse dal giornale, culminate con il primo Giro d’Italia del 1909. A sua volta Costamagna, alla fine dello stesso 1909, esce di scena rattristato dal crescente mercantilismo dell’organizzazione. La Gazzetta passa così nelle mani di Armando Cougnet che liquida i vecchi soci e si assume l’intero carico del giornale.
Ma la gestione Cougnet dura poco, tanto che prima della guerra la testata passa all’editore Sonzogni.
La “Gazzetta dello Sport” diviene quotidiano durante il Giro d’Italia del 1913 e, in via definitiva, solo
dal 18 maggio 1919.
Non è un caso che, proprio al passaggio dal XIX° al XX° secolo, l’asse giornalistico italiano si sposti dalla
direttrice Roma-Torino per passare sulla Torino – Milano. Fin da questo momento appare evidente il forte rapporto che intercorre fra la nascita sviluppo delle attività sportive e lo sviluppo socioeconomico del paese. Da qui in avanti la stampa sportiva italiana esce dallo stadio pionieristico si avvia alla sua piena maturazione tecnica.
Nel 1902 Adolfo Cotronei e Vittorio Argento fondano a STORIA DEL GIORNALISMO SPORTIVO –[Contenuti assemblati da internet] – Ottobre 2012 A cura di I.Z. Napoli il settimanale “Tribuna sport”, prima voce meridionale del grande giornalismo specializzato che regalerà alcuni fra i migliori interpreti della professione giornalistica. Tra il 1910 e il 1911, Roma si allinea con due periodici di un certo livello: “Lo Stadio” di Sante Bargellini e “L’Italia Sportiva” di Giuseppe Favia. Torino nel 1901 registra il primo numero de “La Stampa sportiva”, fondata da Nino Caimi e dall’avvocato Gatti-Gioia. Più avanti, nel 1913, Mario Nicola lancia la “Gazzetta del Popolo”.
Ma un anno prima era uscita un’altra pubblicazione di tipo particolarissimo, un settimanale di critica
ed umorismo, il “Guerin Sportivo” fondato da Giulio Corradino Corradini, che nel settore specifico svolgerà una funzione vivacissima di polemica e di formazione professionale. Nondimeno Milano, in virtù del suo naturale dinamismo economico, conserva la piena iniziativa in campo editoriale.
Nella primavera del 1903 il romanziere Umberto Notari lancia un settimanale mondano e sportivo “Verde e
Azzurro”. Il nome non è casuale, poiché è stampato su carta azzurra con inchiostro verde. Tra i suoi collaboratori figurano grandi nomi della cultura, come il futurista Filippo Tommaso Marinetti ed Enrico Sacchetti. Il notevole successo iniziale della pubblicazione spinge Notari a trasformare la sua creatura in quotidiano, ma alla distanza l’idea non paga, causando addirittura la chiusura del giornale nel giro di una stagione. Il fallimento fu dovuto probabilmente all’eccessivo intreccio di sport e mondanità, oggi lo chiameremmo gossip, in un periodo nel quale questi due aspetti della società erano quasi del tutto antitetici. Altre due iniziative milanesi si registrano nel 1905. L’editore Sonzogni incarica un giovane redattore del “Secolo”, Edgardo Longoni, di attuare un progetto lampo di quotidiano sportivo modellato sulla formula del parigino “Les Sports” e che si chiamerà, ma guarda un po’, “Gli Sports”.
Longoni è costretto ad improvvisare nel giro di otto giorni un giornale di quattro pagine che esce per tutta la durata dell’esposizione del Sempione, ossia fino all’autunno successivo. L’avventura però dura poco, in quanto Longoni e Sonzogni decidono di abbandonare l’impresa. Ormai però la proliferazione dei giornali specializzati non ha più limiti; Milano pullula di settimanali e riviste come “Sport Giallo”, “Sportsman” o “Football”, rivista settimanale illustrata dedicata esclusivamente al calcio.
A questo processo contribuisce in maniera decisiva la prima guerra mondiale. Al ritorno dalla guerra panorama psicologico e sociale della nazione è notevolmente mutato e l’agonismo sportivo, da episodica e stravagante passione di minoranze, diviene fenomeno di massa. Non più solo tecnica, ma oggetto di spettacolo. E questo avviene maggiormente in quei paesi che negli anni successivi arriveranno allo sviluppo di regimi totalitari, capaci di utilizzare lo sport come strumento di propaganda ideologica e politica, capace di fare presa sulle masse. Lo sport, specialmente in Germania ma anche in Russia e in Italia, diverrà una sorta di “oppio dei popoli”, capace di distogliere il pensiero dell’uomo dal dibattito e dal pensiero.
A questo si aggiungerà una sorta di isterico entusiasmo per le imprese sportive, come nel calcio, nelle Olimpiadi e nelle manifestazioni ciclistiche. Dal punto di vista editoriale la Gazzetta è in buona compagnia, infatti ad essa si affiancano altre testate a periodicità giornaliera. E’ il caso del “Corriere dello Sport” che nasce nel 1924 a Bologna e poi si trasferisce a Roma nel 1929 dove prende il nome di “Littoriale”. A guerra appena conclusa vedono la luce “Tuttosport” a Torino e “Stadio” a Bologna che esordiscono in edicola esattamente lo stesso giorno, il 30 luglio 1945. Si tratta dei quotidiani sportivi che arriveranno ai giorni nostri.
