“ANNI DI SPORT”. QUELLA SIMPATICA – E FORTE – SQUADRA JUNIORES …
Caporossi era stato il primo, l’anno precedente, a passare dal Pianoscarano alla Viterbese juniores, come detto, insieme a Luciano Grazini, aspettando poi lo stesso Talotta, Bernini e Giorgio Filippi, sbarazzino, spesso goliardico, che aveva cominciato a tirar calci ad un pallone – oltre che per strada, nei pressi della Trattoria “L’Archetto”, che gestivano i suoi genitori – nella squadretta del San Paolo, quella che giocava nel campetto dei Frati Cappuccini, che indossava la maglietta della Sampdoria, con in panchina un signore decisamente singolare, chiamato da tutti “Il Mister”.
In quegli anni era così, tutti i migliori ragazzi di Viterbo e Provincia confluivano con gioia nelle formazioni giovanili gialloblù, con le eccezioni di Civitacastellana e Tuscania, che mostravano con fierezza la propria identità calcistica.
Da Grotte dii Castro era arrivato Vincenzo Cordelli, che diventò il libero della squadra, deciso, potente, senza fronzoli, in una difesa in cui si erano adattati al ruolo di terzino Massimo Proietti e Paolo Ciatti, che i primi passi li aveva tirati insieme a Caporossi nel quartiere dei Cappuccini, nei tornei organizzati all’oratorio di via Oslavia, con l’agguerrita squadra dei “Giaguari”.
Applausi e sostegno unito ad educazione e buoni propositi da quella tribuna, a partire dalla gara d’esordio, contro la Red River, per terminare con la Lazo, in cui giocavano due o tre ragazzi già in odor di prima squadra. E si mise in moto quel “trio delle meraviglie”, tre punte vere, che oggi sarebbero tatticamente improponibili.
Caporossi era pure in grado di partire da lontano e “mangiarsi” la fascia destra, così come Serafini esprimeva potenza al centro dell’area, sfoggiando un notevole colpo di testa. Eppoi, a sinistra, Talotta, tutto estro e fantasia, grazie a cui entrava poi dentro il campo e trovava spesso la via del gol con giocate applaudite. La sua giornata più fulgida fu quella di Bracciano, con la sua tripletta, con la Viterbese protagonista, che se la batteva per le prime piazze, probabilmente inconsapevole che ci sarebbe stato poi un calo nel girone di ritorno, nonostante dieci gol segnati in due gare alla Palazzina, con la sconfitta fatale in casa con il Cerveteri, che tolse gran parte d’entusiasmo ai ragazzi di Lini, una volta che l’obiettivo delle finali nazionali sfuggì via.
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