“ITALPALLONE”. PIACE A MOLTI LA SVOLTA DI BALDINI, MA TANTO IL SISTEMA LO FERMERA’ QUI
E’ piaciuto a molti il modus operandi di Baldini, novello “Cincinnato”, il suo modo sprezzante di cancellare in un attimo tutte le frustrazioni del calcio dei Miliardari, quelli che hanno fallito tre qualificazioni ai Mondiali di seguito. Quelli che non avrebbero mai corso a perdifiato in una amichevole con la Grecia, anziché partire per vacanze costosissime che, per la maggior parte di chi li osanna, rimarranno sempre e soltanto una utopia, qualcosa a cui non ci si pensa neanche. Lottare su ogni pallone per difendere una vittoria con la gioia di chi sembra aver vinto una competizione. Il volto pulito di quei ragazzi, alcuni dei quali perfetti sconosciuti che Baldini ha forgiato nella under 21 o ha saputo scovare qua e là per l’Europa, laddove i ragazzi bravi trovano spazio. Un gruppo azzurro che ha riconciliato con lo stesso azzurro molti che erano ormai disgustati dalle sorti di una Nazionale che molto spesso neanche vedevano più, ragazzi apparentemente semplici, senza tatuaggi invasivi o piercing, senza creste o atteggiamenti da divi fin da quando scendono dal pullman.
Forse cambieranno pure loro, quando cominceranno a diventare in poco tempo ricchi, anzi ricchissimi. Forse, ma intanto è bello vedere che esiste anche un altro calcio e che proprio Baldini potrebbe lavorarci sopra, col tempo e con l’approvazione del sistema. Quel sistema che sicuramene non gli permetterà di andare oltre, perché vecremme in periodo tutta una serie di imperi finanziari costruiti attorno ai contratti dei giocatore e alle loro sponsorizzazioni.
Dopo l’ennesima disfatta tutti gridavano di dover voltare pagina e allora la strada di convocare tanti giovani già con una discreta esperienza nelle proprie squadre di club non potrebbe essere proprio quella giusta? Imporre disciplina e regole non sarebbe ancor più giusto? Certo, ma vai a dire a quelli miliardari di non giocare più con la playstaton, di usare il telefonino solo per qualche minuto per salutare la famiglia.
Un grande progetto di rilancio, per un risultato altrettanto importante, sarebbe proprio questo, senza paura, senza pensare alle perdite economiche che èun lavoro del genere può determinare su diversi fronti.
Baldini ha tracciato la strada mostrando a tutto il Paese che i giovani calciatori italiani bravi esistono, che vanno aspettati senza l’ansia di dover raggiungere subito il risultato sperato, quello, peraltro, fallito dai più celebrati colleghi.
Baldini meriterebbe, ma tanto il sistema non glielo permetterà e lo farà di nuovo sedere sulla panchina della Under 21, dimenticando che un Mondiale lo vinse un certo Bearzot, che era un tecnico federale e rischiò di vincenrlo anche Vicini, pure lui uno venuto dalle giovanili azzurre.
