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“MONDIALI”. MA QUANTO CORRONO LE SQUADRE AFRICANE!

Anche le due eliminate ai sedicesimi di finale – Congo e Senegal – che non meritavano di uscire, per quello che avevano fatto vedere per gran parte delle rispettive gare,

Il calcio africano già può dirsi vittorioso. Solitamente, la fine della fase a gironi coincideva con la fine del mondiale per buona parte delle proprie nazionali. Squadre che arrivavano ai saluti dopo tre gare, con tanti rimpianti e pochi gol all’attivo. Adesso invece il calcio africano si è messo realmente in gioco. Certo, occorre anche sottolineare che quest’anno a passare nel secondo turno erano anche le otto migliori terze e dunque era possibile preventivare qualche rammarico in meno per le squadre del continente. Tuttavia, è pur vero che delle nove africane qualificate ben cinque sono arrivate tra le prime due: Marocco, Egitto, Sudafrica, Costa d’Avorio e Capo Verde avrebbero passato il turno anche con il precedente formato. Ad ogni modo, Congo, Senegal, Ghana e Algeria hanno comunque vinto almeno una partita e sono riuscite a piazzarsi davanti alle asiatiche e, in alcuni casi, davanti a formazioni sudamericane.

La maturazione del calcio africano è arrivata dopo il mondiale ospitato nel proprio continente, molte federazioni locali hanno iniziato un percorso di riorganizzazione. Un percorso che ha senza dubbio beneficato di un fattore specifico: la sempre maggiore presenza del calcio africano in Europa. Molti giocatori africani, una volta appese le scarpette al chiodo, hanno iniziato la carriera di allenatori e di commissari tecnici. Se prima era possibile vedere buona parte delle squadre africane allenate da europei, adesso è possibile in buona parte notare allenatori africani con una vasta esperienza in Europa. Vale per l’ex ct del Senegal Aliou Cissé, così come tra tutti per l’attuale commissario ivoriano Emerse Faé. C’è inoltre il fenomeno dei giocatori di origine africana nati in Europa e che scelgono di giocare per le nazionali africane.  

Vediamoli ancora per la parte dei Mondiali che rimangono, laddove sicuramente sicuramente apprezzare per la grande corsa e la grandissima grinta con cui si buttano su ogni pallone giocabile.

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