IL TOUR. IL PAGELLONE: LO STRAPOTERE, LE CADUTE, LE TRE TAPPE UGUALI …
(cdm) Terminato il Tour de France, che, come sempre e come tutte le grandi corse, seguiamo con articoli in tempo reale rispetto all’arrivo, vediamo le nostre valutazioni sulla corsa più importante del mondo
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La protezione supplementare su una curva in discesa che probabilmente ha salvato la vita a Kuss, il quale aveva sbagliato la traiettoria ed era finito su un muretto che stava per scavalcare e finire in un burrone. A quel punto la rete di protezione che era stata piantata sopra, che non si vede quasi da nessuna parte, che ha miracolosamente contenuto il corridore, facendolo cadere a terra, ma non nel burrone,
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Lo strapotere di Pogacar, che non andrebbe neanche tratteggiato più di tanto, tanto era scontato. Però alla vigilia di ogni Tour ci si sforza di individuare questo o quell’antagonista. Tempo perso.
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La combattività dei corridori medi, che ogni giorni hanno sudato tanto per vivacizzare le tappe, che raramente sono state piatte.
7
Evenpoel è giunto secondo a sorpresa, lui che veniva dato allergico alle grandi salite. Una piazza d’onore meritata, anche per via di una strepitosa cronometro vinta.
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L’amicizia tra Pogacar e Del Toro, che probabilmente prenderà il posto del campione se davvero questi deciderà di ritirarsi in tempi brevi. Arrivare per due tappe insieme, abbracciati, è un bel quadretto.
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I Francesi si erano illusi che il giovanissimo Seixat potesse già essere in grado di contrastare Pogacar: dovrà aspettare ancora.
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Peggio ancora gli Italiani, che – in attesa di una possibile esplosione del giovane Finn – non hanno proprio nessuno.
3
Tre tappe consecutive all’Alpe d’Uez: che senso hanno?
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I tanti, troppi, idioti che invadono la carreggiata in salita. lasciando neanche lo spazio ai ciclisti per passare e creando una situazione di alta pericolosità che finora non è sfociata in qualche dramma solo per fortuna.
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La sfortuna di Vingegaard, che era già finito in ambulanza ai Paesi Baschi, fermandosi per diversi mesi, che si nuovo è dovuto salire su quello sgradito mezzo e salutato il Tour.
