“TUTTI IN CAMPO”, STASERA IL BIS  A CAFFEINA  

Seconda tappa – stasera – del “TOUR IN CAMPO”, legato al nuovo libro di Claudio Di Marco. Si passa dalla storica sala di Palazzo Brugiotti al palcoscenico di Caffeina, alle ore 22.30, esattamente nella location di Piazza del Plebiscito a Viterbo, dove ci saranno tanti ospiti per parlare delle tematiche del calcio della Tuscia, nella quinta partecipazione consecutiva del giornalista sportivo alla Rassegna culturale.

Dopo il “ritrovo” del Pianoscarano, sarà la volta di quello del “Paradiso”, con molti protagonisti di allora, oltre che a tante altre storie di questo viaggio che parte dagli Oratori degli anni sessanta fino ai giorni nostri.

Nella riuscita kermesse della presentazione ufficiale del libro “Tutti in campo!”, intanto, hanno spiccato presenze importanti, come ospiti d’onore, come quella di Anthony Iannarilli, miglior giocatore della Viterbese degli ultimi due anni e tra i più bravi dell’intero campionato. Da professionista serio e corretto quale è, non si è lasciato sfuggire nulla in merito alla trattativa in atto con la Viterbese per un possibile rinnovo del contratto, ma è intervento con parole significative nelle argomentazioni relative ai giovani calciatori di oggi.

Altrettanto ha fatto Mauro Lucarini, Viterbese riuscito ad arrivare – in giovane età – ad essere un direttore generale in serie B, rimasto ancora attratto dal campo e dal lavoro con i ragazzi, mantenendo una semplicità e una naturalezza, di chi, molti altri, nella sua stessa situazione, avrebbero probabilmente fatto a meno di sfoggiare. A lui l’autore del libro ha regalato un “cimelio”, una maglia del Perugia dei tempi d’oro, a sua volta regalata da Luciano Gaucci nel lontano 1999.

Dalla figlia di Oliviero Beha, una delle tre persone a cui il libro è stato dedicato, è arrivato questo messaggio. “Ringrazio l’autore del libro per aver pensato a mio padre. Non posso parlare per lui.. nessuno poteva e ancora oggi nessuno può farlo. Lui mi ha insegnato che in realtà nessuno può parlare per nessuno, perché tutti hanno diritto, ma anche il dovere, di parlare per se stessi, di essere e provare ad essere se stessi.”

 

 

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