AMARCORD. LE STORIE DELLA SECONDA CATEGORIA

Tra gli “specialisti” delle vittorie nei campionati di seconda categoria – nell’ultima generazione di dirigenti – va annoverato Carlo Camilli, da sempre grande appassionato di calcio e profondo conoscitore della “materia”. Iniziò con la Surrina di Viterbo, squadra da lui inventata, insieme alla società, che portò fino alle soglie della Promozione, prima di mollare, chiudendo un accordo di fusione con l’altra viterbese Pilastro. Da quel momento in poi iniziò un vero e proprio “tour” provinciale”, in veste prevalente di direttore…

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A PROPOSITO DI TERNANA …

Terni e Viterbo sono state sempre “legate” nel tempo. Rivali più che mai. E la curiosità dei rispettivi sostenitori è sempre stata “vigile” nei confronti delle vicende dei relativi “pseudocugini”. Anche perché, geograficamente, esiste una certa vicinanza e la città umbra è più vicina di Rieti o di Roma, per cui, sotto certi, aspetti, è stato sempre più logico considerare un derby la sfida tra Viterbese e Ternana, rispetto a quelle con le altre formazioni laziali. Curiosità e rivalità sempre…

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AMARCORD. QUEL GRAN SIGNORE DI GUIDO ATTARDI…

Aveva le “fisic du role”, aveva carisma – unita all’educazione – e s’imponeva per la sua apparente pacatezza. Forse piaceva anche alle donne, ma ogni volta che lo abbiamo contattato privatamente stava sempre in compagnia della moglie e ne parlava sempre con garbo. Anche quando stava in vacanza sulla spiaggia di Francavilla  a Mare, dove spesso iniziava a disegnare la squadra su cui avrebbe lavorato appena uscito da sotto l’ombrellone. Lo avevamo già notato da avversario, soprattutto quando guidava l’Aquila,…

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BLERA, COLETTA E PERUZZI…

Blera, detta “Bieda” dalla gente delle antiche generazioni. E’ facile – accostandola al calcio – pensare subito a Angelo Peruzzi, che da lì è riuscito a fare il grande salto internazionale. Nel novero dei migliori di sempre, si è aggiudicato per 3 volte l’Oscar del calcio AIC come portiere ideale della serie A ed è risultato essere rispettivamente 2° nel 1997 e 9° nel 1998 nella classifica    di    miglior    portiere    del    mondo    IFFHS.    Con la Nazionale    italiana     –    con    cui  …

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QUANDO AL “DUOMO” NACQUE IL CALCIO…

A Viterbo, nel popolare quartiere del Duomo, a metà degli anni sessanta, il parroco era Don Pietro Innocenti, non più giovanissimo e neanche minimamente accostabile ad un  atleta o ad un uomo di sport. Sembrava burbero, per certi versi, ma capì l’importanza di fare divertire tanti ragazzini con il pallone, gli stessi che trascorrevano tante ore sulla piazza San Lorenzo, che facevano a gara a chi correva più forte verso la scalinata del palazzo papale,  quando usciva il vescovo Adelchi…

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AMARCORD. IL CALCIO SANO – E DEI VALORI – DEGLI ANNI SETTANTA

Erano gli anni di un calcio pulito, di stadi sicuri, delle partite da vedere con tutta la famiglia. Anche l’ambito sociale era eccellente: la serenità e l’educazione regolavano la vita di ogni comune mortale, anche se si combattevano battaglie civili importanti. Come per il divorzio, un evento che rivoluzionerà, in pratica, il costume della gente italiana, spaventando un po’ una parte di essa, quella ancora non preparata ad un passo in avanti così significativo. Così come sbigottirono molto i primi…

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AMARCORD. LO SCI CLUB GIORNALISTI, LE ORIGINI

Lo sci club dei giornalisti italiani Gis (Giornalisti italiani sciatori) è quello che, tra i membri dello Scij (Ski Club International des Journalistes), ha una delle storie più antiche e interessanti. In effetti si tratta di un gruppo sportivo le cui origini sono più vecchie addirittura dello stesso SCIJ perché, anche se la data ufficiale di nascita del GIS è il dicembre 1958, i giornalisti italiani amavano sfidarsi sulla neve sin dal 1934. Fu proprio in quell’occasione che la squadra italiana…

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PUGILATO E TARQUINIA, CONNUBIO FORTISSIMO

Il pugilato è stato anche il pianto della gente, quando morì il Tarquinese Angelo Jacopucci, colpito dai pugni di Alan Minter. Proprio lui, a cui era stato dato il soprannome di “Clay dei poveri” (oltre a quello di Angelo Biondo), che  sapeva muoversi sul quadrato quasi volteggiando, che – nella vita di tutti i giorni – amava indossare vestiti bianchi e ascoltare la musica di Bob Dylan. Aveva portato all’Italia una cintura continentale e quella sera del ’78, sul ring…

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LOLLI: “QUELLA STAGIONE DEL 2008 COSI’ SFORTUNATA…”

“L’esito finale – dice il centrocampista della Viterbese di quella stagione – non fu fortunato, ma posso dire che eravamo un gruppo fantastico. Abbiamo disputato più della metà del campionato senza il nostro stadio, buttati ogni domenica da una parte all’altra e, durante la settimana, non sapevamo nemmeno dove allenarci. Lo facevamo tre  volte a settimana come i dilettanti, senza societá e stipendi, eppure, una volta ritrovato il nostro stadio, abbiamo fatto una trafila di risultati utili positivi tali da…

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