DOPODOMANI LA SFIDA DA DENTRO O FUORI

Era già successo per la Coppa Italia. Tanti chilometri da fare, con il ruolo da sfavorita, ma una carica ugualmente ragguardevole: l’esito – ad Alessandria – non fu felicissimo e forse anche per questo fa piacere pensare che la dea bendata non voglia per due volte consecutive voltare lo sguardo altrove, di fonte alle speranze e alle aspirazioni di Iannarilli e compagni.

La Viterbese è riuscita a chiudere una gara di questo tipo senza rimediare alcuna ammonizione, il che, per una formazione che era enormemente sbilanciata, in fatto di cartellini gialli, con i diretti avversari, rappresenta un altro lato positivo in più per la partitissima di domenica prossima.

Ora, però, tutto ciò fa già parte del passato, del bagaglio di questi playoff in cui la Viterbese è ancora una delle poche imbattute, anche se si è fermata sul pareggio, dopo sei vittorie consecutive.

La settima sarebbe ancora più preziosa, visto che regalerebbe una semifinale che soltanto in due occasioni il calcio gialloblu aveva vissuto precedentemente, quattrodici anni dopo, con tantissime cose cambiate, nell’ambiente e nella società, quella, attualmente, del patron Camilli, partita dall’Eccellenza nel luglio del duemilatredici.

 

 

CLAUDIO DI MARCO

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