Avevamo conosciuto – e subito era nata una spontanea amicizia – Renzo Lucarini a metà degli anni 80. Ci ritrovavamo la mattina di ogni finale del torneo Grossi-Morera e insieme stabilivamo a chi dovessero andare i vari e tantissimi premi a disposizione di quella manifestazione così importante. A lui piaceva tantissimo questa cosa, mostrava un entusiasmo veramente invidiabile e capii quanto era appassionato di calcio, anche se non lo dava a vedere e di cui non ne eravamo a conoscenza. Di lì a proporgli di collaborare insieme a noi, andando in giro per i campi del settore giovanile a realizzare interviste con un registratore, fu cosa quasi immediata. Lui accettò immediatamente, anche se, con la sua enorme umiltà, ci disse subito che non ne sarebbe stato capace, che per lui era una cosa totalmente nuova e anche difficile. Le prime esperienze, in effetti, non furono eccezionali, ma insistemmo e lui, pian piano, trovò tempi e modi per poter svolgere quel tipo di incarico nel migliore dei modi. Venivano fuori dei prodotti radiofonici eccezionali per quegli anni, in cui nessuno si occupava di calcio giovanile provinciale e poi – parallelamente – alcuni di quei materiali servivano per il giornale Il Gazzettino è per il mensile Lo Sportivo. Probabilmente anche questo ha contribuito a farlo entrare maggiormente nel sistema Calcio della Tuscia e a conoscere tanta più gente di quel settore.

Ci piace pensare che sia nata da lì la chance che lui ha avuto per poter poi diventare il responsabile del comitato provinciale di Viterbo della Federazione Italiana Gioco Calcio, da lì ad arrivare al consiglio regionale eppoi alla Giunta del CONI. Sempre un sorriso sul volto, mai una parola fuori posto, disposto ad ascoltare pure ciò che non era relativo al calcio, come quando gli parlavamo di vicende personali. Le ultime occasioni di stare insieme, oltre alle innumerevoli Premiazioni e manifestazioni legate soprattutto ai 15 anni di Coni di presidenza di Livio Treta, furono una presentazione di un libro e una iniziativa svoltasì circa un anno fa al Tennis club di Viterbo, relativa a un altro libro e alla discussione che ne segui dal titolo “Il bel calcio”, cui partecipò con la solita disponibilità, con la solita serenità e con il solito sorriso. Gli avevamo telefonato un mese e mezzo fa per chiedergli se volesse essere tra gli ospiti a Castiglione in Teverina, alla presentazione dell’ultimo libro, ma al telefono sentimmo una persona dalla voce sofferente e lui stesso confessò che non stava bene e che stava svolgendo dei cicli intensi di cure. Sì augurò – e ci augurammo – l meglio per il prossimo futuro e promise che si sarebbe fatto sentire se e quando avesse superato quel periodo così difficile. Quella promessa Renzo non l’ha potuta mantenere. L’unica promessa non mantenuta.

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