OGGI…TUTTI IN CAMPO! APPUNTAMENTO ALLE 18 A PALAZZO BRUGIOTTI

Dopo Lopez, ecco Tutti in campo! Volendoci scherzare un pò su, volendo mettere insieme i due eventi della scana sportiva che si susseguono. Mentre Lopez inizia il suo lavoro, in un certo senso termina quello del libro, nel senso dell’ideazione, della scrittura e della stampa.

Da oggi inizia una fase altrettanto importante: la fruizione del libro, rivolti agli appassionati di un genere di racconti in cui le vicende sportive si intrecciano sempre più con ciò che accade fuori dai campi di gioco. Soprattutto che accadeva, visto che la prima, consistente, parte del libro è dedicata ai giovani, quelli che hanno iniziato a tirare calci appresso a un pallone negli oratori, arrivando a quelli di oggi, in un mondo totalmente cambiato, ma dove, forse, si può anche arrivare più facilmente a fare fortuna.

L’appuntamento è alle ore 18 a Palazzo Brugiotti, a Viterbo, prima tappa di un tour che prevede già – o che sta perfezionando – successivi incontri a Caffeina, Tuscania, Civita Castellana, Roma, Amelia, Bagnoregio, Cerveteri e Perugia.

Nella scaletta – di massima – dell’iniziativa odierna di “Tutti in campo!” ci sono i saluti delle autorità, il ricordo degli amici scomparsi a cui e dedicato il libro (Massimo Pisacreta, Maurizio Sberna e una sorpresa dell’organizzazione), gli aneddoti del Pianoscarano “d’oro” degli anni ’70.

Poi i ricordi di Mauro Lucarini (per il quale è stata riservata un’ulteriore sorpresa) e gli aneddoti “moderni” di un calciatore in piena attività. Ci sarà poi il saluto dei rappresentanti di alcune della tappe che seguiranno e i ricordi di ex calciatori della Viterbese – stavolta prima squadra – degli anni ’70.

“Se n’è andata un’altra “fatica” – è il pensiero dell’autore, da scrivere tra virgolette, perché è stato un vero piacere “faticare” così, vivere un altro anno trascorrendolo in buona “compagnia”. Quella della scrittura del libro, in tutte le sue fasi. Per certi versi pure “terapeutica”, spalmata in dodici mesi in cui molte cose personali non sono andate benissimo.

Viterbo è una città strana per certi versi – oltre che meravigliosa per altri – e può capitare di perdersi di vista, pur abitando sullo stesso territorio, di non rivedere per tanti anni delle persone. A me è successo con la maggior parte degli amici d’infanzia e spesso mi sono anche chiesto come questo sia potuto accadere.

Una delle cose belle di questo libro è stato che, per partire dalle storie  degli Oratori, ho cercato – e rivisto – alcuni degli amici con cui non parlavo da tanti anni.

Ho rivisto con estremo piacere, ad esempio, Carlo Panza ed è stato naturale rivivere insieme tanti momenti, che entrambi teniamo ancora vivi nella memoria.

Quando fai queste cose, a una certa età, il rischio è che scopri – oppure rammenti – che qualcuno di allora non c’è più. Nel nostro caso, ad esempio, parliamo di Massimo Pisacreta, con cui abbiamo trascorso tanti anni, anche appresso ad un pallone. Allora non era importante essere bravi. Bastava il pallone da tirare verso il portone di una casa, o il campo “ricavato” nel selciato di uno scorcio di quartiere, quando “una macchina passava ogni ora”, come cantò il grande Franco Califano.”

 

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