VIBO CHIAMA, LA VITERBESE RISPONDE

“La squadra di Vibo – dice Calabro – attua il 4-3-3, con Petterman che è il direttore d’orchestra, e un centravanti che si fa valere, ma soprattutto due esterni d’attacco brevilinei, che sono molto pericolosi”.
In parte sono dati oggettivi, in parte è un modo per caricare i Gialloblu, anche se, cifre alla mano, una formazione che ha inanellato una consistente serie di risultati negativi, negli ultimi tempi, non può rappresentare uno spauracchio per chi punta ad entrare nei playoff.
E questo anche considerando le defezioni e gli “acciacchi”, come i due che hanno ricevuto botte in allenamento, Tounkara e Errico, e che sono dovuti ricorrere alle cure dello staff sanitario. Anche la febbre ha fatto la sia comparsa durante la settimana, colpendo Simonelli, per cui verranno aggregati al gruppo due ragazzi della Berretti, prima in classifica, peraltro, nel proprio campionato di competenza.
AFFI

“Il terreno di gioco – conclude Calabro – non è un tappeto e quindi bisogna stare attenti anche a non farsi male. Dobbiamo sfruttare l’entusiasmo, senza cadere nella superficialità, dobbiamo contare sul gruppo e sulla voglia di far bene. Dobbiamo sempre dare intensità alla manovra e continuare a metterci tanto cuore per dimostrare che vogliamo fare bene. C’è un grosso affiatamento tra i componenti del gruppo: è il “dna” che è venuto fuori strada facendo e che diventa anche una caratteristica molto confortante. Il centrocampo è quasi decimato: da tanti che eravamo, siamo rimasti veramente in pochi e Besea è costretto a giocare per quello che riesce a fare, combattendo sempre con la sua pubalgia. Le lungodegente e qualche ostacolo in allenamento, compreso pure un problemino per Antezza, non ci fermeranno. “

 

 

 

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