STORIE DEL …. SECOLO SCORSO

Era il primo pomeriggio del diciotto novembre millenovecentosettantaciqnue. La location, Orvieto. La piazza è quella da dove si scende per il pozzo di San Patrizio. Una piazza che quel pomeriggio si riempie di macchine non targate TR (come tutte quelle locali), ma VT, di fronte alla Caserma situata proprio lì, quella del Reggimento di Sardegna, dove si sarebbe svolto per due mesi il CAR dell’aereonautica militare. Accanto alle auto, facce un po’ smarrite di tanti ragazzi che lasciavano per la prima volta – nella maggior parte dei casi – le proprie case. Alcuni guardavano circospetti, altri imboccavano il cancello d’ingresso insieme ai genitori, i quali si prodigavano in consigli, nascondendo a fatica qualche lacrimuccia. Il saluto nell’androne presidiato dal corpo di guardia, poi gli abbracci, prima che tanti ragazzi della Tuscia, circa un centinaio, mettessero piede nel grande piazzale, quello che sarà quasi sempre – la mattina, con l’alzabandiera – preda della nebbia, con difficoltà di intravedersi a vicenda.

Di sopra le camerate, da una ventina di brande ciascuna. Camerate separate solo da pareti, senza porte, governate da una recluta che – secondo i turni – si posizionava all’ingresso, garantendo, in un certo senso, ordine e privacy, mentre la tramontava soffiava forte sulle enormi ventrate, anche prive di qualche pezzetto di vetro, dei finestroni che davano sulla valle sottostante. 

Erano i giorni belli della giovinezza, dei sogni di tanti ragazzi, siano stati essi aspiranti calciatori o aspiranti giornalisti….

DAL LIBRO “TUTTI IN CAMPO!”

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