BULGARELLI E IL SUO CALCIO, CHE ERA POESIA: GLI INIZI …

All’inizio giocava all’ala, ruolo che impone la velocità che gli mancava. E segnava tanto. Ma era nato per giocare in mezzo al campo e si sentiva a disagio. In più il padre non voleva che diventasse professionista. Voleva che passasse l’esame di maturità e che si iscrivesse a legge. Nell’aprile 1959, Alfredo Foni, allenatore di un deludente Bologna, lo fece esordire contro il Vicenza: 1-0 per i rossoblù e parole d’elogio del burbero tecnico friulano. Giacomo nasce come mezzala di punta, ma l’intelligenza, il senso tattico non comune, la decisione nel tackle, ne fanno un centro-campista completo, “cerebrale” e di movimento.

Il 1959-60 lo vede partire riserva dei due nuovi acquisti del centrocampo, l’uruguaiano Hector De Marco e il classico ma poco dinamico Sergio Campana, futuro presidente dell’ Associazione Calciatori: a metà torneo De Marco, non dotato di grandi mezzi tecnici, cala vistosamente e Campana segna qualche rete ma gioca a ritmi troppo lenti. C’è bisogno di mordente, di forze fresche: così l’allenatore Allasio lancia in pianta stabile Bulgarelli a centrocampo e in difesa dà spazio ai due coriacei friulani Tumburus e Furlanis, future colonne della retroguardia dello scudetto.

Nel ’62-63 il Bologna gioca “come solo in Paradiso” dice Fulvio Bernardini dopo un 7-1 al Modena: 30 presenze (e 7 reti) per il ragazzo di Medicina, che nel frattempo e passato in cabina di regia perche Haller è più portato alle scorribande, fantasiose e imperiose, in avanti e molto meno a contrastare gli avversari. Il Bologna si conferma quarto, ma comincia a delinearsi la squadra campione nel ’64. Manca un portiere di classe e Dall’Ara acquista “Carburo” Negri, numero uno del Mantova e della Nazionale.

Nell’anno magico dello scudetto, Giacomo segna una splendida rete alla Fiorentina alla quarta giornata: parte come un treno da centrocampo, evita mezza difesa viola e fulmina Albertosi nella porta sotto la curva Andrea Costa. Un gol capolavoro. Un altro, splendido, lo realizza il 29 dicembre 1963 contro la Juventus (2-1 per i rossoblù), involandosi, invano tallonato da Leoncini e Castano, un po’ come aveva fatto in occasione della rete alla Fiorentina. Mattrel è inesorabilmente battuto. Bulgarelli diventa un punto fermo anche della Nazionale, affidata a Edmondo Fabbri; Giacomo gioca accanto a campioni come Mazzola, Rivera, Mora e, quasi sempre, Pascutti. 

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